Buongiorno cari lettori,
oggi vorrei portare alla vostra attenzione un argomento che viaggiava nella mia mente già da un po’ di tempo, ma che non ero ancora riuscito a esprimere nel modo giusto; almeno fino ad ora.
Penso che tutti noi, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo sentito pronunciare il famoso proverbio che recita: chi si accontenta gode. Espressione che viene utilizzata, nella maggior parte delle occasioni, per consolarci dopo una sconfitta oppure per farci desistere dal compiere qualcosa che potrebbe risultare troppo arduo per le nostre capacità. Personalmente mi capitava di sentirla molto spesso all’università, quando ci si organizzava per svolgere uno o più esami consecutivamente. Tuttavia, verrebbe e viene da chiedersi, l’accontentarsi, la rassegnazione possono davvero generare in noi soddisfazione?
A questo proposito vorrei citare, per avvantaggiarmi nella spiegazione, una frase presa da una delle opere di Paulo Coelho: “non sei sconfitto quando perdi ma quando desisti”. Io ritengo che questa affermazione, così estrapolata dal suo contesto originario, si adatti perfettamente al tenore del nostro discorso. Possiamo trarre da essa non pochi spunti di riflessione.
Ad esempio è manifesta la risposta all’interrogativo poc’anzi prospettato e quindi che la rassegnazione non sia un palliativo della sconfitta, del fallimento bensì l’archetipo, la fonte della sconfitta medesima.
Un altro spunto di flessione che merita di essere colto, in connessione con quanto abbiamo appena detto inoltre, è che ciò che non deve mancare è l’aspirazione, e non tanto l’ambizione, a voler conquistare e vincere le proprie debolezze e i propri desideri. Ma perché risulta necessario operare una distinzione tra aspirazione e ambizione? Non sono forse, in linea di massima, due concetti analoghi?
La risposta a un simile interrogativo, onde evitare di intrappolarsi in contenziosi prolissi e tautologici, può essere così sintetizzata: l’aspirazione, in generale, indica la propensione a voler migliorare sé stessi con l’intento di raggiungere l’obiettivo o i traguardi che ci siamo prefissati laddove, invece, l’ambizione ne rappresenta una degenerazione patologica. Ma andiamo più nel dettaglio.
In primo luogo, a partire dalla definizione appena fornita, è utile alla nostra indagine comprendere il perché si è discorso in termini di patologia. L’ambizione, per intenderci, implica la presenza di un eccesso, il quale viene alla luce in maniera quasi indiretta. È infatti molto labile e incerto il confine tra aspirazione (positiva) al miglioramento e ambizione (negativa) all’eccesso, al voler di più di quanto si è appena ottenuto. Andando poi ad analizzare gli elementi costitutivi dell’una e dell’altra possiamo notare, rifacendoci nuovamente alla precedente definizione, che l’aspirazione in sé esula dall’ambizione per la presenza dell’elemento volitivo dell’intenzione, il quale invece risulta assente nell’ambizione ove l’intento di migliorare ulteriormente degenera in ossessione incontrollabile e dunque non soggetta alla nostra volontà.
In definitiva, per chiudere la nostra riflessione, possiamo dire che la rassegnazione di per sé non genera soddisfazione in quanto fonte del fallimento personale e quindi appare logico impegnarsi per migliorare e conquistare la propria meta. Tuttavia occorre anche evitare di nutrire questo desiderio in maniera eccessiva onde prevenire l’insorgere di un’ambizione patologica invadente e suggestionante, volendo infatti restare in tema di proverbi ritengo che ce ne sia uno che si sposa perfettamente con quanto poc’anzi ho prospettato: chi troppo vuole nulla stringe.
Siamo giunti alla fine di questa riflessione cari lettori. Tendo a precisare, però, che queste mie affermazioni non sono dogmi bensì mie personali opinioni partorite dal mio modo di pensare. Vi invito pertanto, non a lasciare un like, bensì a commentare e a rendermi partecipe del vostro pensiero.

Vi auguro un buon prosieguo di giornata.
A presto!

Commenti

  1. Forse sarebbe anche utile indagare il rapporto tra aspirazione e ambizione in una prospettiva di rapporto con gli altri. Secondo me l'aspirazione ha una valenza altruistica che manca all'ambizione.

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