L'epidemia dell'anima

 




Accadeva il 28 Agosto 1963 al Lincoln Memorial di Washington, una data entrata nel cuore e nelle menti degli americani prima e del mondo poi. Il clima che si respirava era quello della rivolta non violenta, della protezione e del riconoscimento di un valore inalienabile, un principio ineliminabile del tessuto sociale che si era così venuto sviluppandosi a partire dal grido di coloro che combatterono nell'Ottantanove settecentesco versando sangue e anima. Un sacrificio che volle farsi insegnamento per coloro che vennero dopo: l'eguaglianza è il pilastro essenziale del vivere sociale.
Fu su questa scia che, nel giorno poc'anzi menzionato, un uomo, un eroe sarebbe più corretto affermare, si fece avanti tra le fila del popolo e disse:



Parole, la cui portata definirei globale, cariche di significato e soprattutto di speranza per un avvenire migliore, un domani in cui gli unici elementi categorizzanti un individuo saranno la sua coscienza e il suo agire. Parole sofferte, dal contenuto tutt'altro che superato e obsoleto essendo che la medesima battaglia d'un tempo è tornata a bussare alla nostra porta. Negli Stati Uniti la situazione non appare cambiata rispetto al passato, tutt'altro in effetti. 

Ma questo articolo non deve tradursi in una critica, bensì in un insegnamento. D'altronde, andando a riflettere sul problema di fondo, l'odio e la sua progenie non possono essere estirpati in una sola volta. Risulta necessario, a tal fine, un'opera di rieducazione con riguardo soprattutto alle nuove generazioni, ai giovani artefici del domani.

L'idea fondamentale da cogliere è che l'eguaglianza non è semplicemente un dovere socialmente imposto, è molto ma molto di più: essa è una forma di amore e come tale è espressione di libertà. Rispettare il principio di eguaglianza corrisponde a una vera dichiarazione d'amore, in senso lato. Significa affermare che io apprezzo l'altro per la sua diversità e che ho bisogno di lui, tanto lui ha bisogno di me, poiché solo insieme possiamo costruire un divenire che sia veramente futuro e non una replica di ciò che è stato.

Un semplice messaggio d'amore, ecco di cosa ha bisogno il mondo, soprattutto nell'attuale contesto sociale dell'emergenza Covid, in cui emerge palese il fondamentale bisogno che abbiamo gli uni nei confronti degli altri. 

Spero che le mie parole abbiano acceso in voi un barlume di riflessione e se voleste commentare con il vostro punto di vista ne sarei onorato.

Vi auguro una buona serata, a presto!

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